72 ATTO SECONDO.

SCENA IL -Ì

Interno della bottega di Pasquale, come prima.

Jl Conte solo * in abito fabbro.

Sempre incerto è il mio eor. Non sor­ge il Sole,

Che forier non mi sia di nuovi af­fanni.

La notte è più crudel : per lei ravviso,

Temo per lei, so frenar laudace

Rivale in me. Sotto qualunque as­petto

Caro alla figlia, e sempre in, odio al f padre,

Piango, sospiro e fremo. Oh son­no !... Oh s*òi 4 £loJ...

Dolce demali obblio... tu sul mio

Reclami i drittr tuoi, che la vegliata

Notte usurpò... ti sento...... ti sento...

Tardo... e breve ristoro... al mio i

tormento, si addormenti, Ah ! Lo veggo ... io son tradito ...

sogni.

Ella fugge ... invan la chiamo ... |

Sai, crudel ... sai pur > eh io b ci­mo 4 ..

E t* involi ?... oh Dio l perchè?

fino sguardo .., almen .. pietoso .

Io

i