4*

ATTO PRIMO.

Son colpe i moti, e isguardi* JMai non vi riposo,

Mai tregua non vi da.

Sembra un cavallo ombroso ; Sbuffa, e le zampe innalza. Drizza V orecchie , e sbalza, Che mai, che mai non fa?

Se amante mai vi capita Geloso al par del mio, Domatelo ., sanatelo,

Come vo* far e. aneli io,

Con qualche infedeltà.

Eppur pretesti allopra,

Sabina, io cerco invan. Corrado adoro;

Geloso noi vorrei. Nel Conte am­miro

Un rivai generoso : il suo valore,

Le ricchezze, i natali Son tutte insidie a questo cor ; ma quanto

Ha mai per me di lusinghiero il Conte, Tutto svanisce di Corrado a fronte. Sab. Come! voi già scordaste Lindifferenza sua?

Ros. No ; la rammento,

Ma...

Sab. Che ma?

Kos. Per punirlo

Sarò dunque infedel?

Sab.