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ATTO PRIMO.
Son colpe i moti, e isguardi* JMai non vi dà riposo,
Mai tregua non vi da.
Sembra un cavallo ombroso ; Sbuffa, e le zampe innalza. Drizza V orecchie , e sbalza, Che mai, che mai non fa?
Se amante mai vi capita Geloso al par del mio, Domatelo ., sanatelo,
Come vo* far e. aneli io,
Con qualche infedeltà.
Eppur pretesti all’opra,
Sabina, io cerco invan. Corrado adoro;
Geloso noi vorrei. Nel Conte ammiro
Un rivai generoso : il suo valore,
Le ricchezze, i natali Son tutte insidie a questo cor ; ma quanto
Ha mai per me di lusinghiero il Conte, Tutto svanisce di Corrado a fronte. Sab. Come! voi già scordaste L’indifferenza sua?
Ros. No ; la rammento,
Ma...
Sab. Che ma?
Kos. Per punirlo
Sarò dunque infedel?
Sab.

