schiavo di andar al mercato a comperare quel di meglio, che avrebbe trovato , perché vo- Isva dare un trattamento a suoi amici. Esopo
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Costui poscia lo vende ad un Mercatante , il quale mosso puramente dalla ingegnosa risposta riatagli da Esopo , lo comperô per tre danari, e seco il conclusse a casa sua , onde servire di spau- racchio e trastullo a suoi fanciulli. Dopo poco tempo il suo novello Padrone intraprese un viaggio in Asia, durante il quale Esopo si segnalô con detti acuti e piacevoli. Ciascheduno de’ suoi schiavi dovette incaricarsi d’un grave pachetto. Esopo scelse il cesto con entro il necessario pane al viaggio, il quai cesto pesava assai più degli altri pachetti. Tutti lo derisero e beffeggiarono pensando che quel mal formato corpo avrebbe dovuto soctfûmbere sotto il grave carico. Ma fa- cendo il consumo del pane scemare ogni giorno il peso del cesto, che alla fine diventô si leggie- ro, che Esopo non avea quasi nulla a portare, sicchè gli altri schiavi ammirarono la sagacità del suo ingegno , di cui pocanzi eransi burlati.
Il Mercatante parti da Efeso per recarsi a Samo, dove Esopo fu venduto a Xanto filosofo; il suo spirito si andava giornalmente vieppiù svi- luppando, talchè spesse volte il Filosofo si trovô imbarazzato al sentire la finitezza delle risposte. L’ortolano di Xanto domandô un giorno Esopo, perché le piante, ch’egli coltivava con tanta pre- mura, più tardi arrivavano alla maturità di quel* le erbaccie, che la terra produce senza veruna coltura, e che vi pervengono assai più presto? Il Filosofo gli replicô che taie era il volere délia Provvidenza; ma Esopo ad una taie inchiesta die- de la risposta più determinata, cioè che la Terra riguarda le piante quai madré i propri parti, montre le altre, che dal seno le vengono con tante cure strappate, tratta da madrigna.
Un’ altra volta comandô il Filosofo al suo

