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XVII.
Fâvola Decimasettima.
La Rondinella, e gli altri Uccelli.
-A-llorchè si entré nella stagione, in cui si suol seminare il Lino, cercô la Rondinella di persua- dere agli altri Uccelli, che si opponessero alla seminagione, perché quindi ne sarebbe germo- gliata un’ erba a loto dannosissima. Gli altri Uccelli si befïeggiarono dei di lei consiglio , e lo chiamarono un intempestive spavento ed una soverchia Sollecitudine. Subitochè il Lino era spuntato dalla terra, dessa esortô i medesimi à schiantarlo ; ma eglino disprezzarono anche que- sto avvertimento. Finalmente cominciô il Lino a maturarsi, e la Rondinella li sollecitô di bec* carne i granelli, ma pure non se ne diedero ve- runa premura.
Ora vedendo la Rondinella che tutte le rap- presentanze andavano a vuoto , si distaccô dagli altri Uccelli, e cercô l’amicizia e la coabitanza cogli uomini. Da quel tempo essa senza disturbo intesse il suo nido nelle case. Ma gli altri Uccelli, che non secondarono il consiglio délia Rondinella, divennero preda dei liletti e delle reti, che erano formate di lino , onde si pentirono troppo tardi d’avere sdegnato il consiglio délia Rondinella.
M o r a 1 i t à.
Siffattamente accade alla Giovenù, se non si approfitta degli ammaestramenti dei Genidori e d’altri Sopraccapi.
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