Il Cane invecchiato, e il suo Padrone.

Il Cacciatore incalzando un Cervo avverti il suo Cane di correre più rapidamente, masfinito ornai dalla vecchiaja non avea più quella lestezza , che nella gioventù gli cra stata connaturale e pro­pria. Il suo Padrone più non lo incitava con ca- rezze, ma col bastone lo spingeva ad una più veloce corsa.

Un tal cattivo trattamento costrinse il Cane a prorompere in lamenti. Egli rappresento al suo Padrone qualmente nella giovinezza gli avea pre- stati tutti i possibili servigi, e che ora non già per mancanza di buona intenzione, ma per un deperimento di forze non potea più continuare a prestar gli usati servigi. .Al tempo stesso lo pregô di volerlo trattare più mitemente, affinchè il mon- do creda che il suo Padrone non sa dimenticarsi dei fedeli servigi, che il Cane nella gioventù gli avea fatti,

JM o r a 1 i t à.

Un buon Padrone non si dimenticherà giam- mai de fedeli servigi, che un logoro servidore ne' giovanili suoi anni gli avea sagrificati.

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