XXVIII.

Favol* Ven t es im o 11 a v a.

La Formica, e la Mosca.

La Formica vienne un giorno a contesa colla Mosca, la quale si gloriava che vola agguisa de- gli uccelli ; che soggiorna ne palazzi signorili, e che senza stento imbandisce un a buona tavola. Rimproverava alla Formica la bassa sua nasci- ta; che va continuamente strascinandosi sul suo- lo , e procacciandosi con diLigenzae fatica il man tenimento ; che è necessitata a rosicare alcuni gra- nellini, ed abitare nelle caverne.

A questi rimproveri replicô la Formica: che era contenta del suo destine; che le aggradiva meglio un sicuro eproprio albergo , che un vivere errante e vagabonda; che lacqua del fonte, e i granellini di biade le parevano essere di squisito gusto, perché erano frutti del suo travaglio ; che ail incontro la Mosca si rendeva a tutti gravosa ed abbominevole.

JM o r a I i t à.

Una vita laboriosa è di gran lunga da ante- ors i alla vita oziosa.

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