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XXXVII.

Favola Trentesima settima.

Lo Stomaco, e le Membra.

IMembri del corpo cominciarono una volta pro- cessare il Ventre, e pretesero da lui, elle ugual* mente con essi travaillasse, se volea esserne man- tenuto. Il Ventre più volte a loro rappresento, che avea bisogno di mangiare; ma le Mani glielo negarono, e allorchè erangli sottratti inecessari cibi, cadde tosto in una gran fievolezza e rifini- mento di forze.

A cagione délia penuria, che stringeva lo stomaco, patirono ancora gli altri Membri. Or troppotardi savvidero del loro sbaglio. LaMano voile porgere dei cibi allô smunto stomaco, ma ormai troppo indebolito non potè più riceverne alcuno. Siffattamente fu rovinato, e tutti gli altri Membri del corpo con lui morirono.

M o r a I i t à.

Chi allô Stato sottrae inecessari i Soccorsi, lavora anche alla propria rovina.