Il Ccrvo, e il Cacciatore»
Jl Cervo si specchiava in un fonte chiarp, e stava tutto incantato per la bellezza delle sue ramorute corna; ma sol gli rincresceva che le sue gambe fossero tanto scarne e sottili. Mentre çosi vagheg- giavasi, e tra sè lilosofava, capitô cola improv- visamente il Cacciatore coi cani, e sono il corno. Questo buccinamento mise il Cervo in fuga, e nell’ aperta campagna per la lestezza delle sue gambe avanzô di molto il corso dei cani.
Ma vieppiù incalzato dal Cacciatore, si ap- piattô il Cervo in un bosco, dove le sue corna attaccaronsi ai rami d’un albero, onde vi rimasç avviluppato. Quivi riconobbe il suo errore, espe- rimento quanto gli erano vantaggiose le gambe per liberarlo da suoi persecutori, e quanto infe- lice lo fecero le sue ramose corna, la bellezza delle quali egli cotanto ammirava, e che ora gli accagionarono la morte.
Moralité.
Noi spesse volte ammiriamoin noi certequa- lità, che poi ci conducono aile disgrazic.
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XXXV.
F a v o 1 a Treutesima q u i n t a.

